UFFICIO LITURGICO NAZIONALE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Per l'Anno della fede: la gioia del credere

La gioia di cambiare, di esser trasformati Credere nella possibilità di cambiare. Scoprire la gioia di essere trasformati. Chi crede attende e si prepara all’incontro con Dio: perciò ha fiducia nella possibilità di una trasformazione, di un miglioramento, di poter colmare, con il suo stesso aiuto, le valli dell’egoismo e le montagne dell’orgoglio.  Dal Catechismo della Chiesa […]
6 Novembre 2012
La gioia di cambiare, di esser trasformati
 
Credere nella possibilità di cambiare. Scoprire la gioia di essere trasformati. Chi crede attende e si prepara all’incontro con Dio: perciò ha fiducia nella possibilità di una trasformazione, di un miglioramento, di poter colmare, con il suo stesso aiuto, le valli dell’egoismo e le montagne dell’orgoglio.
 
 
Dal Catechismo della Chiesa cattolica
 
[1427] Gesù chiama alla conversione. Questo appello è una componente essenziale dell’annuncio del Regno: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è ormai vicino: convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15). Nella predicazione della Chiesa questo invito si rivolge dapprima a quanti non conoscono ancora Cristo e il suo Vangelo. Il Battesimo è quindi il luogo principale della prima e fondamentale conversione. È mediante la fede nella Buona Novella e mediante il Battesimo che si rinuncia al male e si acquista la salvezza, cioè la remissione di tutti i peccati e il dono della vita nuova.
[1428] Ora, l’appello di Cristo alla conversione continua a risuonare nella vita dei cristiani. Questa seconda conversione è un impegno continuo per tutta la Chiesa che «comprende nel suo seno i peccatori» e che, «santa insieme e sempre bisognosa di purificazione si applica alla penitenza e al suo rinnovamento». Questo sforzo di conversione non è soltanto opera umana. È il dinamismo del «cuore contrito» (Sal 51,9) attirato e mosso dalla grazia a rispondere all’amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo.
 
 
Racconto di una trasformazione
 
Non è un fatto così straordinario. Ma per quella famiglia è importante. Così racconta una madre: «Per la prima volta Benedetta ha fatto la spesa da sola. Ha dovuto cercare l’appartamento, sistemarselo, pulirselo, è anche tornata a casa in treno da sola. Lei che sembrava così indolente e timida. Ha passato il test e farà i suoi tre anni di università: sta crescendo. Forse ora comincia a capire a fondo che cosa ha voluto dire per noi, suoi genitori, aiutarla a crescere».
Non è certamente un fatto straordinario; sono tanti che potrebbero raccontare storie simili. Forse però proprio questo è sorprendente, in un mondo in cui ci viene raccontato che la famiglia è in crisi, che non è più in grado di educare. Ci sono ancora genitori che attendono con pazienza la crescita e la trasformazione dei figli, e ci sono ancora giovani che si preparano alla vita con coraggio e determinazione. Ciò avviene anche in famiglie che vivono grandi difficoltà, spezzate dal dolore o dalla divisione. Che tuttavia mantengono alcune dimensioni fondamentali della fede, umana e cristiana: come la fiducia nel cambiamento.
 
 
Credere di poter cambiare
 
Credere è anche aver fiducia nella possibilità di cambiare. Credere nel Dio di Gesù Cristo è aver fiducia che lui stesso ci trasforma, e agisce nel nostro cuore e nel cuore dei fratelli. Credere è aver fiducia di poter cambiare insieme, talvolta può essere condividere la pazienza di Dio, che attende anche il peccatore, che dà nuove possibilità a chi si indurisce nei suoi errori, colui che risana chi sembrava perduto.
Se il cambiamento dipendesse soltanto dalle risorse umane, da un calcolo delle possibilità e dei fattori, il risultato sarebbe la disperazione. Il mondo dell’economia attuale è proprio in crisi di fiducia, perché la pretesa di controllo totalizzante porta con sé una percezione amplificata dei problemi. Ma nella storia noi crediamo che non intervengano solo i fattori economici e sociali: anche la potenza di Dio è in azione, a partire dalla coscienza di ognuno, a partire dalle comunità che credono in lui.
 
 
I tempi lunghi
 
Certamente, i tempi sono molto lenti. I risultati non sono così eclatanti. I mercati finanziari, con i loro ritmi forsennati di scambio, con la loro pretesa di un ritorno immediato, non hanno più tempo di aspettare la crescita dei figli, la pazienza della responsabilità, la fatica di costruire giorno per giorno. Ma sono queste cose ad essere sbagliate, o la pretesa dei mercati finanziari? Noi crediamo che nella fatica e nella pazienza di crescere giorno per giorno stia uno dei segreti della vera gioia. Noi crediamo nella bellezza di attendere la crescita dei fratelli, anche quando è faticosa, anche quando procede a salti, perché noi per primi ci sentiamo perdonati da Dio, e ricordiamo quanto lui ha dovuto aspettarci; noi crediamo nella gioia di crescere insieme, costruendo una vera comunità, fondata sull’amore di Dio. E mentre lo crediamo, ci rendiamo conto di quanto siamo distanti, e di quanto ancora abbiamo bisogno di essere trasformati: e continuiamo a camminare…